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LEGAMBIENTE A GIOIA TAURO: DIBATTITO SU AGRICOLTURA E INQUINAMENTO CON IL PRESIDENTE NAZIONALE CIAFANI

L’associazione chiede il monitoraggio costante nella piana di Gioia Tauro

Si è tenuto nella Sala Comunale Fallara a Gioia Tauro, il dibattito organizzato da Legambiente Calabria e dal Circolo di Cittanova su “Inquinamento Ambientale e Agricoltura” con particolare riferimento allo sviluppo nella piana di Gioia Tauro.

Il convegno è stato aperto dal presidente del Circolo di Cittanova, Maria Sorrenti; dopo i saluti istituzionali del commissario prefettizio Dott. Repucci, sono intervenuti il direttore regionale di Confagricoltura, dott. Angelo Politi, il dott. Carmelo Musarella, PhD docente di Biologia Vegetale all’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria e il presidente regionale di Legambiente, Francesco Falcone. Le conclusioni sono state affidate a Stefano Ciafani presidente nazionale dell’associazione ambientalista.

Il presidente regionale Falcone ha sottolineato, nel suo intervento, come Legambiente Calabria ritorni ad interessarsi del territorio della piana soprattutto grazie al Circolo di Cittanova. “La Piana ha notevoli problemi di carattere ambientale, – ha detto Falcone – a cominciare dalla presenza del termovalorizzatore, o meglio inceneritore, da 120.000 tonnellate annue a cui ci eravamo opposti essendo per giunta collocato su una faglia sismica. Anche il mega depuratore di Gioia Tauro più volte sequestrato e noto alle cronache per infiltrazioni mafiose necessita un’attenzione alta. Tutto ciò ha sicuramente un impatto negativo sull’agricoltura e sulla bellezza della nostra regione che viene continuamente deturpata. L’agricoltura, poi, dalle nostre zone vive una piaga che insieme alle associazioni di categoria dobbiamo combattere: il caporalato e lo sfruttamento. Abbiamo visitato la tendopoli di San Ferdinando ed è stato un pugno allo stomaco: le condizioni in cui vivono i migranti non sono degne di un paese civile”.

Sui dati dell’impatto dell’inquinamento ambientale nella piana di Gioia Tauro è intervenuta Maria Sorrenti riportando i dati di Arpacal che risultano nella norma, ma in controtendenza con gli studi epidemiologici “I dati di mortalità e quelli di incidenza, nel confronto con il resto del territorio provinciale, confermano un eccesso di rischio, significativo, dei tumori polmonari nella Piana di Gioia Tauro, senza evidenze ambientali che la supportino”. Continuando col suo intervento il presidente del Circolo ha spiegato come la zona di Gioia Tauro sia un concentrato di questioni ambientali irrisolte: iniziando dal depuratore per arrivare al termovalorizzatore, per passare poi a situazioni di discariche come ad esempio quella in località Marrella, senza dimenticare l’area portuale e la relativa movimentazione di numerosi trasporti su strada, che generano soprattutto ossidi di azoto (NO2) e pm10 e pm2,5. “Il territorio richiede un impegno politico per un maggiore sviluppo economico, ma bisogna aumentare anche il monitoraggio con dati puntuali per poter indirizzare verso uno sviluppo eco-sostenibile. Le centraline esistenti non sono sufficienti: devono essere integrate in punti strategici. Chiediamo che venga istituito un monitoraggio costante nella piana di Gioia Tauro”.

Continua il presidente del neo Circolo cittanovese “La tutela della salute dell’ambiente e delle persone non è un obbligo solo di pochi, non deve essere una mission solo di qualche associazione, ma deve essere un argomento comune tra gli enti, tra le associazioni e necessita dell’impegno di tutti”.

Il dibattito è, poi, proseguito con un’interessante proposta da parte del Prof. Musarella sull’utilizzo del sughero, che assorbe l’anidride carbonica presente nell’aria, che potrebbe essere utilizzato senza abbattere la pianta come termo isolante nelle costruzioni di nuova generazione e di cui la Piana è ricca.

Ha concluso il convegno Stefano Ciafani che ha ricordato come l’ambientalismo di Legambiente, da 38 anni, sia un ambientalismo scientifico per cui il monitoraggio è fondamentale per individuare proposte concrete di risoluzioni ai disastri ambientali che negli anni sono stati consumati: “Siamo tornati nella Piana di Gioia perché un lungo passato di battaglie ci lega a questo luogo: alcune vinte, altre purtroppo perse. La mia due giorni in Calabria è stata particolarmente significativa: abbiamo inaugurato un nuovo Circolo a Corigliano Rossano, ho visitato l’unico centro di riciclo del materiale differenziato in tutto il centro sud, Calabra Maceri a Cosenza, ho visitato la baraccopoli di San Ferdinando e ora sono tornato in una zona che merita un’attenzione alta non solo per i dati epidemiologici, che sono allarmanti, ma anche per lo sviluppo che dalla piana può venire all’intera Calabria, a cominciare proprio dal comparto agricolo. L’agricoltura per essere sostenibile deve essere pulita e giusta. Pulita ossia limitando l’uso di inquinanti a cominciare dal glisolfato, monitorando la qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo e utilizzando le nuove tecnologie per il risparmio idrico. Giusta perché deve liberarsi da chi gioca non rispettando le regole: la legge sul caporalato poteva essere scritta meglio, ma è un grande passo avanti ora bisogna vigilare perché venga applicata e rispettata. Noi non ci occupiamo solo di ecologia, ma anche di ecologia umana. La nostra presenza sul territorio è oggi più forte grazie al Circolo di Cittanova e come la goccia cinese riusciremo a cambiare le cose”.

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