Legambiente Calabria

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Piccoli Comuni, un patrimonio da difendere. Con Legambiente alla scoperta di Pazzano, un piccolo Comune ricco di natura, storia e arte


Legambiente Calabria, in occasione della campagna “Voler bene all’Italia, la festa dei Piccoli Comuni”, sceglie il piccolo Comune di Pazzano per ribadire ancora una volta, con i sindaci e le comunità, che i centri con meno di 5.000 abitanti sono un elemento imprescindibile per lo sviluppo del Paese.“Voler bene all’Italia” è una campagna nata nel 2004 per valorizzare l’Italia dei piccoli comuni, ovvero il 72% delle municipalità italiane, per promuovere innanzitutto il buon governo dei territori e la capacità di innovare e competere, ancora prima della meraviglia dei paesaggi e del buon vivere delle comunità che fanno di questi centri luoghi dove investire il proprio futuro, nonostante la fatica del disagio insediativo in atto e un rapido declino demografico.Il piccolo Comune di Pazzano, immerso nella Valle dello Stilaro è un luogo ricco di storia e di bellezze naturali.I volontari hanno raggiunto il Santuario di Montestella percorrendo il sentiero delle “ferriere”, miniere che un tempo erano utilizzate per estrarre il ferro, materiale di cui la Valle dello Stilaro era ricca e che permise di fare del piccolo Comune uno dei luoghi cardini per l’industria siderurgica.Pazzano, nato in epoca magno greca per consentire lo sfruttamento delle locali miniere di ferro, ha mantenuto questa sua prerogativa per oltre due millenni. Dalle sue miniere si estraeva la limonite, che veniva trasformata in ferro nelle molte ferriere presenti nel circondario. Fornì il minerale ai greci, ai romani, ai bizantini e, in ultimo, alle industrie siderurgiche di Mongiana e Ferdinandea nel periodo borbonico. Dopo la dismissione delle industrie locali nel periodo post-unitario, ci fu una piccola ripresa nel periodo autarchico del fascismo e una dopo la fine del secondo conflitto mondiale, durata sino agli anni ’60.Molti sono i segni lasciati sul territorio da queste attività industriali, che rischiano di sparire in quanto oramai abbandonate da tempo (cave, discariche, laverie, case di minatori, bocche di miniera, ecc…). Urge intervenire per salvaguardare questo patrimonio archeo-industriale, al fine di un recupero e un’immissione delle ferriere calabresi in quel grande contenitore progettuale che è l’Ecomuseo, già in via di attuazione in molti comuni della vallata Stilaro e nelle Serre Calabre. 
Durante la giornata i volontari hanno conosciuto l’associazione di donne “Ricomincio da me”, associazione culturale che valorizza la tradizione dell’artigianato tradizionale, e aderito al progetto “Volontari per Natura” con un monitoraggio a tema “Biodiversità”, per analizzare la fruibilità del sentiero che è stato percorso, e a tema “Arte”, monitorando la fruibilità del Santuario di Monte Stella.
La segnalazione è stata effettuata mediante la compilazione di specifiche schede di monitoraggio, realizzate da Legambiente e reperibili sul sito www.volontaripernatura.itL’evento, realizzato in collaborazione con il Circolo Legambiente di Roccella Jonica, rientra nel progetto “Volontari per Natura” con cui Legambiente è impegnata, in tredici regioni italiane.Il progetto si pone come obiettivo la diffusione delle Citizen Science, coinvolgendo cittadini nel monitoraggio ambientale e nella salvaguardia del territorio in cinque le aree di intervento:·         Aria: analisi dirette sulla qualità dell’aria (outdoor e indoor), segnalazione di zone particolarmente trafficate, proposte relative a modifiche della mobilità;·         Acqua: monitoraggio dei rifiuti abbandonati lungo i fiumi e sulle spiagge, analisi microbiologiche per il passaggio della Goletta Verde, segnalazioni su scarichi sospetti:·         Biodiversità: aumentare la conoscenza di flora e fauna di pregio regionale ed individuazione delle specie aliene invasive;·         Illeciti Ambientali: segnalazioni su smaltimento illecito di rifiuti e maltrattamento animale;·         Beni Culturali: promozione dell’accessibilità, fruibilità e tutela del patrimonio culturale.L’approccio principe è appunto quello della “Citizen Science”, ovvero il coinvolgimento della cittadinanza nella raccolta ed elaborazione di dati utili per meglio comprendere lo stato della salute ambientale dei luoghi di maggiore frequentazione, quindi possibili soluzioni per migliorare la qualità della vita e degli ecosistemi. 

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