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Legambiente Calabria: non far germogliare i semi dell’odio e della paura

C’è qualcosa di terribile in quanto accaduto ad Amantea. L’episodio di cronaca, per come è rimbalzato sui media e sui social è noto.

Pochi giorni fa sono sbarcati a Roccella Ionica 70 migranti di cui 26 sono risultati positivi al Covid19 e dislocati nei Comuni di Bova Marina (RC) (8), Roccella Ionica (RC) (5) ed Amantea (CS) (13), in strutture dedicate, attrezzate per gli ulteriori accertamenti e la quarantena, appositamente individuate dalla Prefettura.

Ad Amantea un gruppo di cittadini ha organizzato immediatamente una protesta chiedendo il trasferimento dei migranti ed arrivando persino a bloccare il transito alle auto sulla Statale 18 con conseguente intervento delle Forze dell’Ordine.

La situazione ha richiesto una riunione di coordinamento alla Prefettura di Cosenza estesa alla partecipazione delle Forze Armate e del Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Cosenza. Le Autorità hanno assicurato l’isolamento e la costante sorveglianza sanitaria da parte di apposito presidio medico e di unità specialistiche; la struttura nella quale si trovano i migranti sarà sorvegliata 24 ore su 24 dai militari.

Nonostante l’intervento tempestivo ed efficace degli enti preposti, c’è chi ha voluto soffiare sul fuoco.

L’episodio ha generato, infatti, una serie di commenti politici a partire dalla presa di posizione della Presidente Jole Santelli che ha invocato l’intervento immediato del governo nazionale chiedendo la requisizione di unità navali da posizionare lungo le coste a bordo delle quali svolgere i controlli ed assicurare la quarantena avvertendo, in contrario, di essere pronta a vietare gli sbarchi in Calabria.

Quello che colpisce con forza nella tensione generata dalla vicenda, nella protesta dei cittadini e nelle migliaia di commenti presenti sui social è il clima di intolleranza e di violenza, montato ad arte da chi vuole creare un Paese prigioniero della paura, che serpeggia ormai da tempo nella società italiana.

“Legambiente Calabria è e sarà sempre a fianco di chi, a qualsiasi livello, lotta e mette in pratica comportamenti per costruire un mondo basato sui principi della Costituzione, sulla solidarietà, sui diritti uguali per tutti gli esseri umani” dichiara Anna Parretta, Presidente di Legambiente Calabria.

Il sito istituzionale della Regione Calabria, nel bollettino giornaliero del 13.07.2020, dando atto della presenza di “31 attualmente positivi” segnala che vi sono “26 migranti positivi” così fissando una vergognosa differenza. Una distinzione inaccettabile che Legambiente Calabria invita a rimuovere celermente dal sito regionale poiché “Esistono solo persone con uguali dignità ed uguali diritti”.

Legambiente da anni rivendica i diritti dei migranti e chiede che ci sia un sistema di accoglienza dignitoso ed ispirato ai principi della solidarietà. L’associazione nel 2018 a livello nazionale ha presentato il dossier “L’accoglienza che fa bene all’Italia” per raccontare le esperienze positive di accoglienza e nei primi mesi del 2019 il dossier sulla situazione in Calabria, dando un giudizio molto severo sui decreti sicurezza ed evidenziando come la grandissima maggioranza delle migrazioni abbia origine economica ed ambientale. Inoltre, nel 2019, Legambiente, insieme a decine di altre associazioni italiane ed internazionali ha promosso la campagna “Io accolgo” per dare visibilità a tutte le esperienze di solidarietà presenti in Italia. Esperienze straordinarie che in Calabria sono diffuse come quella del Comune di Roccella Ionica che ospita anche alcuni dei migranti sbarcati in questi giorni compresi alcuni minori non accompagnati. Esperienze come quelle, per citarne solo alcune, di Badolato e Riace.

“La confusione e lo spavento che serpeggiano nelle persone – prosegue Anna Parretta – rischia di creare l’ennesima insensata lotta tra “poveri” spostando l’attenzione dai tanti, veri problemi della nostra Regione che non sono certo i migranti, quanto piuttosto la criminalità, l’ambiente, la salute, il lavoro.

“Bisogna, allora, combattere quotidianamente per non fare germogliare i semi della paura e dell’odio e per costruire “granai contro l’inverno dello spirito” come avrebbe detto una grande scrittrice”.

“È preciso compito delle Istituzioni rispettare i doveri di solidarietà ed accoglienza – conclude Anna Parretta -garantendo il pieno rispetto della dignità delle persone più deboli ed allo stesso tempo garantendo la sicurezza ed evitando ogni fonte di pericolo per cittadini e turisti.

Si tratta di un punto di equilibrio possibile e necessario che marca la differenza tra la barbarie e la civiltà”.

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