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Demolite villette abusive dei Grandi Aracri: un segnale importante per Legambiente

“Un segnale forte ed importante che segna, seppure con decenni di ritardo, il ripristino della legalità”. Legambiente Calabria, con la sua Presidente Anna Parretta, cosi’ commenta la notizia  della demolizione di alcune villette abusive di proprietà della famiglia Grandi Aracri a Capo Colonna, in un’area, sottoposta a vincolo,  prospicente l’area archeologica.    

La vicenda giudiziaria di Capocolonna inizia nell’anno 1995 con il sequestro  delle costruzioni abusive -centinaia di metri cubi in cemento armato su una delle aree archeologiche più vaste d’Europa realizzate nel silenzio degli amministratori locali -e, passando attraverso vari gradi di giudizio inclusa la Corte di Cassazione, si trascina fino ai nostri giorni.

Legambiente, anche attraverso i propri rapporti annuali  denuncia da sempre, con forza, da un lato l’abusivismo dilagante in tante zone della Calabria ed in particolare la cementificazione della costa, dall’altro lato la cappa di criminalità mafiosa che soffoca la nostra Regione impegnandosi sia in un’ottica di prevenzione e denuncia dei fenomeni eco-criminali, sia nel perseguire nelle aule giudiziarie i reati ambientali.  

Nel 2009, sulla scorta dei monitoraggi di Goletta Verde, Legambiente nel denunciare le speculazioni sulle coste calabresi, attribuiva, la bandiera nera di pirata del mare al Sindaco di Crotone proprio in relazione  ai manufatti abusivi di Capo Colonna. La Bandiera nera e’, infatti, il vessillo che Legambiente assegna ai casi più gravi di scempio dell’ambiente costiero e marino. Negli anni successivi Mare Monstrum, il dossier Legambiente  sui reati ambientali commessi in mare o nelle sue prossimità, attribuiva a Capocolonna un ben triste primato posizionandolo nella top 5  dell’abusivismo edilizio.

Legambiente ha sempre chiesto un intervento risolutivo delle Autorità competenti a tutela  di uno dei tratti costieri piu’ belli ed importanti della regione Calabria, sottoposta a stringenti vincoli paesaggistici, ambientali  ed archeologici.

Il sito  di Capo Colonna, cuore della Magna Grecia, costituisce, infatti, una bellezza  culturale e naturale inestimabile, che deve essere protetta e salvaguardata da ogni aggressione illegale.

La notizia dell’abbattimento dei manufatti abusivi che giunge oggi rappresenta, quindi , anche a livello simbolico, quel cambio di rotta  nella direzione della legalità e della tutela ambientale che la nostra Regione deve compiere prima che sia troppo tardi.

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